Come avviene l’impollinazione

Quando il granulo pollinico viene a contatto con lo stigma, la porzione apicale del pistillo, grazie a una reazione chimica esso germina emettendo il budello pollinico, che penetra in profondità  e raggiunge l’ovulo. Dopo di che i nuclei spermatici dall’interno del granulo pollinico attraversano il budello e arrivano all’ovulo, fecondandolo e dando origine al seme. Quando il seme è maturo, appena si trova nell’ambiente giusto germina.
Anche se esistono piante da seme che sono maschili o femminili, la maggioranza d’esse produce sia polline che ovuli. Alcune ricorrono all’autoimpollinazione, altre all’impollinazione incrociata, trasferendo il polline ad altre piante della stessa specie o di specie molto simili. Nel secondo caso le piante “spesso evitano l’autoimpollinazione liberando il polline o prima o dopo che gli stigmi della stessa pianta lo possano accogliere”, dice la Britannica. Altre piante ricorrono a mezzi chimici per distinguere il proprio polline da quello di unÂ’altra pianta dello stesso tipo. Se si tratta del proprio polline, la pianta provvede a inibirlo, spesso bloccando la crescita del budello pollinico.
Dove vi è¨ una gran varietà di piante l’aria può diventare un autentico cocktail di pollini. Come fanno le piante a selezionare il polline di cui hanno bisogno? Alcune sfruttano complessi principi dellÂ’aerodinamica. Prendiamo, ad esempio, i pini.
Sfruttano il vento
I coni maschili crescono a grappoli e, quando sono maturi, sprigionano nell’aria nuvoli di polline. Gli scienziati hanno scoperto che i coni femminili, coadiuvati dagli aghi di pino da cui sono circondati, incanalano il flusso dell’aria in modo tale che il polline in volo rimanga intrappolato in certe turbolenze e cada sulle superfici riproduttive dei coni. Nei coni femminili pronti a essere impollinati tali superfici vengono esposte quando le squame si schiudono leggermente, separandosi le une dalle altre.
Il ricercatore Karl J. Niklas ha condotto test approfonditi sulle eccezionali doti aerodinamiche dei coni. Nella rivista Scientific American ha scritto: “I nostri studi hanno rivelato che la forma particolare del cono prodotto da ciascuna specie di pianta induce modificazioni caratteristiche negli andamenti delle correnti d’aria . . . Analogamente, ogni tipo di polline ha dimensioni, forma e densità  caratteristiche, e quindi interagisce in maniera specifica con la turbolenza dell’aria”. Quanto sono efficaci questi metodi? Niklas dice: “La maggior parte dei coni che abbiamo studiato filtrava il proprio polline dallÂ’aria, ma non quello di altre specie”.
Naturalmente, e per fortuna di chi soffre d’allergia, non tutte le piante effettuano l’impollinazione sfruttando il vento. Molte piante si servono degli animali.

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